Bufale on line: come scoprirle ed evitarle

BUFALE_Fotor

A chi non è capitato di postare una qualche notizia su Facebook o su qualche altro social? E’ ormai diventata una moda quella di condividere un po’ di tutto: foto, fatti personali, ricordi, test e informazioni varie. Una delle peggiori abitudini è, però, quella di postare notizie e articoli senza averli prima verificati, soprattutto se si tratta di notizie allarmistiche, a sfondo razziale, terroristico o sessuale.

Perchè prendersi il disturbo? Semplice. Perchè si potrebbe trattare di quella che in gergo viene chiamata “bufala”, una bugia più o meno colossale creata per suscitare sensazione e raccogliere un alto numero di “like”.

Riconoscere una “bufala”

A volte sono notizie talmente ben fatte da indurre in errore anche il navigatore più esperto. Altre volte sono talmente esagerate da non essere assolutamente credibili. Eppure c’è sempre qualcuno che ci cade.

Navigando in rete si è continuamente esposti a questo genere di esperienze. E’ quindi buona abitudine, quando non si conosce la fonte della notizia, verificarne l’autenticità cercando, per esempio, qualche riscontro sui vari motori di ricerca. Questo ci aiuterà ad evitare qualche figuraccia. Ci sono poi dei siti specializzati, che ci potranno sicuramente essere d’aiuto.

PIU’ CHE UN LAVORO… UNA MISSIONE

Si tratta di veri e propri siti anti-bufale, che ne hanno fatto più che un lavoro, una  missione! Vediamo insieme quali sono:

Bufalopedia

Bufalopedia è un blog creato da Paolo Attivissimo ed Elena Albertini ed è un vero catalogo di indagini antibufala. In esso si trovano praticamente tutte le indagini svolte dal 2002 ad oggi, divise per categorie. Basta inserire una parola chiave nella casella di ricerca ed ecco che appariranno tutte le bufale relative.

bufalopediaNel caso ne scopriste una o aveste il sospetto di una possibile bufala, potete scrivere a  paolo.attivissimo@gmail.com e verrà fatto il possibile per indagare e verificarne la veridicità o meno. Su questo utilissimo blog esiste anche un elenco dei siti che creano bufale appositamente per diffonderle nel web. Trovate tutti i nomi a questo link “Creatori di Bufale”.

Bufale un tanto al chilo

Nato su Facebook ed in seguito evolutosi in un vero e proprio sito, è un blog più ironico ma redatto con passione e amore per la verità. In questa loro Black List troverete appunto una lista dei siti divisi per “pseudo-qualcosa”, ossia i siti che si spacciano per ciò che non sono in realtà, i siti complottisti e quelli che inventano notizie solo per ricevere più visite. E ovviamente una lista di pagine Facebook che pubblicano e creano notizie false. La lista viene aggiornata puntualmente dai creatori/redattori maicolengel butac & Paolo Costa insieme agli altri attentissimi collaboratori. Passate a farvi un giro su questo sito e scoprirete un mondo!

bufale un tanto al chilo

Bufale.net

Questo il biglietto da visita di Bufale.net, altro sito di ricercatori di bufale: “Bufale.net è un blog creato da persone comuni che non sono esperte in nessun specifico settore, ne medico ne scientifico, ne aereo-spaziale… Usiamo solo la testa per capire
se una notizia è alterata, falsa, presentata in maniera diversa… insomma una BUFALA.

Un blog in cui “neutralità, pazienza e cortesia” sono sempre adoperate nel rispondere a qualsiasi domanda. Anche in questo caso la missione è chiara: scovare coloro che si divertono a diffondere falsità in rete e smascherarli di conseguenza.

Le tristi considerazioni

Qual’è il motivo che spinge tanti siti ad inventarsi frottole che tanto, prima o poi, verranno puntualmente scoperte?

In un articolo pubblicato dall’Espresso, uno studente spiega come si è arricchito pubblicando sul web bufale razziste. Lo scopo infatti è sempre e solo quello di ottenere visibilità e quindi sponsor e pubblicità per la propria pagina.

Mi spiego meglio. Ogni visualizzazione si traduce in soldi. Pertanto più la notizia è esagerata, sensazionale, e quindi ahimè anche razzista, più le persone cliccano per leggere più si guadagna. Aumentando le visualizzazioni, fino ad arrivare a milioni come nel caso del ragazzo delle bufale razziste, facendo qualche calcolo capirete in cosa si trasforma in termini economici “la bufala”.

Resta una gran tristezza nel pensare ai danni che possono aver provocato “le bufale”, a come possano aver influenzato il pensiero, le opinioni e le azioni di tanti. E mi stupisce soprattutto vedere questi post condivisi in modo virale sui social, spesso nelle bacheche di amici, di accertata intelligenza.

Lode quindi ai creatori di questi blog anti-bufala e al loro lavoro di recupero della verità e della dignità umana. In conclusione, prima di postare qualche notizia, informatevi sempre, verificate! Eviterete così di contribuire ad arricchire persone che della verità se ne infischiano.

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